Manifesto balneare di Rimini 2010
Con l’avvicinarsi della Pasqua arriva, come vuole la tradizione, il nuovo manifesto balenare di Rimini, quest’anno affidato ad una donna, Francesca Ghermandi.
Dopo i grandi nomi di Toccafondo, Manara, Gruau, Jovanotti, Bergonzoni, tocca finalmente al gusto e all’arte femminile cimentarsi con la rappresentazione annuale della città di Rimini.
Francesca Ghermandi, bolognese, è un’artista conosciuta e apprezzata per ciò che riguarda l’illustrazione e il fumetto d’autore italiano.
Figlia d’arte, disegna fin da ragazzina, e a partire dagli anni ’80 inizia a farsi conoscere con i suoi fumetti e diverse collaborazioni italiane ed estere. E’ anche autrice di diverse illustrazioni per settimanali e libri per bambini, ed è la realizzatrice della sigla animata della biennale cinema di Venezia 2006.
Con il manifesto 2010 di Rimini, ci regala un’immagine vivace e allo stesso tempo elegante, che richiama la tradizione riminese e lo stretto legame con il mare. Un mare a più dimensioni, che accoglie il viaggiatore e gli stuzzica l’immaginario.
Francesca Ghermandi mette al centro della sua composizione una sirena con il volto a forma di conchiglia e una paio di occhiali in 3D.
E’ un lavoro carico di ironia, fantasia e senso di libertà; vi è dentro la modernità di Rimini e allo stesso tempo la tradizione, sia per l’utilizzo della figura classica della sirena, sia per la citazione al delfino rosso che troneggiava sul manifesto balneare del 1922, ad opera di Marcello Dudovich.
Dopo il gioco di parole di Bergonzoni, per l’anno 2009, torna dunque un’illustrazione vera e propria, realizzata con la tecnica del pennarello e della grafite, secondo la vecchia scuola, senza l’uso del computer.
Sono ormai diversi anni che l’immagine di Rimini viene ridisegnata con un manifesto che andrà a caratterizzare tutta la campagna di promozione turistica della nuova stagione. Il manifesto balneare rappresenterà Rimini sui muri delle città, sulle cartoline, sui depliant degli eventi estivi, e altro ancora. L’originale, per chi volesse vederlo, verrà custodito assieme ai suoi illustri predecessori all’interno del Museo della Città.
Qui, invece, puoi scaricare l’immagine ad alta risoluzione.
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